Il Tesoro di Troia, noto anche come "Tesoro di Priamo", è una collezione di reperti scoperti da Heinrich Schliemann alla fine del XIX secolo nel sito di Hisarlik in Turchia. Il tesoro è oggetto di un considerevole dibattito storico, archeologico ed etico.
Heinrich Schliemann (1822-1890) fu un uomo d'affari tedesco e un archeologo dilettante. Era ossessionato dai poemi epici di Omero, l'Iliade e l'Odissea, ed era determinato a dimostrare che la città di Troia fosse un luogo reale, non solo un mito. Schliemann concentrò i suoi scavi sul tumulo di Hisarlik, nella Turchia nord-occidentale, basandosi sulle descrizioni topografiche dell'Iliade. Condusse diversi scavi a Hisarlik, utilizzando metodi estremamente distruttivi. In pratica, scavò una grande trincea attraverso il tumulo, distruggendo gran parte del contesto archeologico nella sua fretta di trovare la "Troia di Omero". Nel maggio del 1873, Schliemann scoprì un tesoro di oggetti in oro, argento, rame ed elettro, che chiamò "Tesoro di Priamo". Scavò segretamente il sito per impedire che venisse preso dalle autorità ottomane e trasportò clandestinamente il tesoro fuori dall'Anatolia con la moglie Sofia, prima in Grecia e poi in Germania.
Schliemann inizialmente donò il tesoro alla Germania. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu nascosto in un bunker a Berlino. Dopo la caduta di Berlino nel 1945, il tesoro fu preso dall'Armata Rossa sovietica come bottino di guerra. La sua esistenza fu negata per decenni. Negli anni '90, si scoprì che il tesoro si trovava al Museo Statale di Belle Arti Pushkin di Mosca, dove si trova ancora oggi. La collezione è composta da 259 pezzi.
Turchia, Grecia, Germania e Russia hanno tutte rivendicato il tesoro. La Turchia, giustamente, sostiene che il tesoro sia stato rimosso illegalmente dal suo territorio e debba essere restituito. La Germania sostiene che Schliemann abbia donato il tesoro alla Germania. La Russia afferma di aver acquisito il tesoro legalmente, come risarcimento di guerra. La Grecia talvolta rivendica il tesoro basandosi sul legame culturale con i poemi omerici. Le complessità legali ed etiche della situazione rendono difficile una risoluzione.
Il Tesoro
Schliemann trovò il tesoro in uno strato che identificò come Troia II. Credeva che questa fosse la città dell'epopea di Omero. Successivi studi archeologici scientifici negli anni '30 stabilirono che Troia VI e Troia VIIa sono candidati molto più probabili per la città della Guerra di Troia, risalenti alla Tarda Età del Bronzo (intorno al XIII secolo a.C). Troia II, invece, risale alla Prima Età del Bronzo (intorno al 2600-2300 a.C), circa mille anni prima del presunto periodo della Guerra.
Il Tesoro di Troia comprendeva un'ampia varietà di oggetti:
- Gioielli in oro: diademi, collane, braccialetti, orecchini, pendenti e migliaia di piccole perle e anelli d'oro.
- Recipienti d'oro: tazze, calici e piattini.
- Vasi d'argento: un grande vaso d'argento e altri contenitori.
- Recipienti di elettro: l'elettro è una lega naturale di oro e argento.
- Armi di rame e bronzo: punte di lancia, asce, pugnali.
- Recipienti in rame e bronzo: calderoni, ciotole e altri contenitori.

